giovedì 6 luglio 2017

Nørager

aeselfreaks.dk


Nørager è un piccolo paese dove vivono circa 300 persone, situato nello Midtjylland, a nord ovest di Grenaa. Qui la terra non è buona , è soprattutto sabbia. Negli anni settanta veniva venduta a buon prezzo e a Christiania, la città libertaria sorta in una zona centrale di Copenhagen, comparvero annunci che dicevano "se volete andare a vivere in campagna andate a Nørager, lì svendono la terra" E così accadde che nel decennio fra il 1970 e il 1980 circa 200 famiglie hippie mossero verso quel territorio svalutato. Ora la terza generazione discendente da quei giovani hippie vive ancora in questa campagna, i giovani hippies di allora sono nonni overseventy, e l'atmosfera che si respira è di cordialità, comunanza e condivisione. Così qualcosa ha funzionato, anche se a detta di qualcuno, tanti sogni sono ritornati chiusi in fondo ai cassetti.
Eravamo a Lime quando abbiamo incontrato Søren, anche lui oggi è un nonno hippie ed è grazie a lui se siamo arrivati a Nørager. Si è avvicinato nel suo incedere da cowboy e ci ha detto :"have you meet aesel folk?" Helena gli ha risposto "Yes, but not here in Denmark." E così Søren ci ha detto :"you should come to my place, my nebours have donkeys".
Ci ha lasciato un foglietto con su scritto il suo indirizzo e il numero di telefono poi è salito in auto e se ne è andato. Noi siamo rimasti così con il grande dubbio "che cosa facciamo?" Rispetto a Lime, Nørager è situato 20 km a nord est, il nostro piano per l'indomani è di camminare in direzione sud est verso Feldballe...
Decidiamo di non decidere stasera cosa fare perché io ho anche un malessere diffuso nel corpo, lo stomaco non vuole digerire e mi si è indurito il collo, meglio dormirci sopra e riparlarne domani a colazione. E con questo mi sono buttato sulle tavole del schelter nel giardino di Elle e Jørn e mi sono addormentato senza prendere la cena. A colazione, nel sole di un mattino sereno, Helena invia un sms a Søren dove scrive che oggi cammineremo fino a Nørager, anche se la mappa ci avverte che sarà una tappa lunga. Saranno 26 i chilometri per arrivare fino a casa di Søren con 2 pause lunghe per far riposare Toni e AuroraAlba. La prima a casa di Betty, una signora di 80 anni che ci offre un bel prato rigoglioso per loro e invita noi a bere un caffè nella casetta di vetri in giardino. Chiacchieriamo con Betty per più di un'ora, ci fa vedere il laboratorio dove ci sono 12 telai di legno per la tessitura. Qui, una volta alla settimana 12 donne si ritrovano per tessere trame bellissime. Però ora per Betty e le tessitrici è giunto il momento di traslocare, Betty, a due anni dalla morte del marito, ha deciso di vendere la casa e spostarsi in una abitazione più piccola, risolvendo tutto in famiglia, con uno scambio equo con uno dei suoi figli. Ed anche il coordinamento dell'attività di tessitura, dopo più di vent'anni, lo passerà in compito ad una amica più giovane. La seconda pausa la facciamo invece nell'ombra di un bosco da cui però dobbiamo fuggire dopo mezzora a causa dei tafani e delle zanzare che innervosiscono tutt'e quattro. Arriviamo a casa di Søren alle 19,30, siamo stanchi ma rilassati, perché abbiamo imparato che c'è una buona ragione per ogni passo che facciamo. E Nørager è una buona ragione. Quando siamo entrati nel piccolo abitato abbiamo visto l'insegna di una caffetteria e una bottega di alimentari che in realtà è un minimarket rifornito in ogni reparto. Abbiamo sussultato di felicità perché è raro in questo nord trovare nei paesini delle attività che vitalizzano il luogo come un bar o un market. Veniamo a conoscenza che davanti al minimarket è parcheggiata un'auto che tutti i paesani possono prenotare ed utilizzare. Piccole dimensioni ma un grande pensiero.
Rimaniamo 2 notti a casa di Søren, non abbiamo tanto tempo con lui e Karin perché un virus intestinale li costringe a rimanere chiusi in casa, però scambiamo qualche parola con Søren, parliamo di musica e di vita e percepiamo latente la sofferenza di un poeta che con disperazione continua a scrivere canzoni che esaltano la pace e l'amore.
Ma ancora più sorprendente è l'incontro con Birgitte e Peter, i vicini di Søren. Da 13 anni operano la onoterapia con i loro 6 asinelli. Appena arriviamo da loro ci invitano a prendere un caffè nello spazio di lavoro, un'ampia stanza senza soffitto con travature a vista che sorreggono il tetto dal pavimento, ricavato da quella che in un tempo anteriore era la stalla delle mucche. Insieme a noi c'è Nette, una ragazzina di 15 anni che una volta alla settimana viene qui per prendersi cura degli asini, e Sita (Concita) una asina di vent'anni. Sita è come Toni, mentre beviamo il caffè lei gira intorno alla tavola elemosinando quello che noi mangiamo, anche se ha una bella cesta di fieno per sé. Questa è un'ulteriore conferma che gli asini sono molto attratti dalle preparazioni culinarie degli esseri umani. Lo spazio in cui ci troviamo è reso inusuale proprio dalla presenza sottotetto di Sita. È uno spazio vuoto, simile ad una delle tante stanze in cui, per esempio, gli artisti teatrali si chiudono per creare ed allenarsi. L'odore  nell'aria è umido e morbido anche se il pavimento è di cemento vecchio e duro. Questo spazio in particolare è tiepido e confortevole, intorno non aleggia nessuna aspettativa ma si respira una forte presenza e le mie spalle si adagiano in riposo.
Dopo aver bevuto il caffè partecipiamo al tempo lento degli asini e alla loro famigliarizzazione. Ma Birgitte è un po' preoccupata e preferisce tenere i branchi separati dal filo elettrico. Toni e AuroraAlba e i 6 asinelli di casa, saranno così, per 2 giorni, cordiali vicini.
Birgitte, domani mattina, andrà alla scuola dove insegna, per l'ultima volta. Siamo arrivati proprio in concomitanza del suo pensionamento. Da domani la sua vita subirà un cambiamento importante. Noi siamo qui con AuroraAlba e Toni. Birgitte si innamora di Toni e anche Katia, una asinella di 6 anni. Stiamo altre 2 notti qui. Il venerdì pomeriggio torniamo a casa di Søren per il consueto appuntamento settimanale di jam musicale. Un festoso raduno di amici in musica. Ascoltiamo una bella cover del brano di Gyllian Welsch "everything is free" che ci accompagnerà nei giorni a seguire. Ma a cena siamo di nuovo con Birgitte e Peter, sono felici di ospitarci e noi siamo felici di poter stare con loro, parliamo ovviamente di asini, spolverando tutti gli aneddoti delle nostre relazioni con i nostri amici a 4 zampe. Per Peter e Birgitte è importante confrontarsi con qualcun'altro che come loro vive insieme agli asini​, qui in Danimarca la voce dei cavalli è dominante ed è difficile per loro ottenere il riconoscimento del loro operare quotidiano, soprattutto rispetto all'inquadratura nelle attività di aiuto e terapia.
Anche se qui stiamo comodamente bene, sabato intendiamo rimetterci in cammino. Anche il meteo volge al sereno. Ma con Nørager non è ancora finita: Annette, che di mestiere fa l'insegnante di canto e ritmica ci incrocia per strada, mentre camminiamo verso la casa di Søren, ferma la sua auto sul lato della carreggiata e ci viene incontro con un grande sorriso per invitarci alla festa del suo compleanno, Sabato, dalle 13.00, a Las Vegas.
E così sabato mattina ce la prendiamo comoda, tardiamo la nostra partenza da casa di Birgitte e Peter prolungando la colazione in 2 tempi, intervallati con la passeggiata fra i corridoi erbosi degli asini per raccogliere la cacca della notte. Attività che, se svolta lasciandole il tempo di accadere, sottende un ponte introspettivo che conduce ad un assoluto sollievo.
Intorno alle 13 abbiamo gli zaini in spalla, Birgitte e Peter hanno assistito alla nostra lenta vestizione seduti a braccetto sulla panchina da giardino ed ora, con i saluti, affiorano le lacrime negli occhi.
Arriviamo a Las Vegas intorno alle 13,30.
Las Vegas è una casa appartata, un chilometro fuori dall'abitato. In passato qui si giocava d'azzardo e si racconta che tanti farmer hanno perso le loro fattorie e qualcuno si è pure giocato la moglie. Forse sono solo leggende, già ascoltate in altri luoghi del mondo o forse è la storia che si ripete, e qui la storia racconta di un luogo dove si scommetteva pesantemente che ora è stato trasformato in un centro polifunzionale dove si praticano attività creative e culturali.  Canti, cibo, chiacchiere cordiali, musica e birra. Alle 15 salutiamo Nørager, salutiamo Søren, ma non è facile ripartire da qui, eppure il timing è indovinato. L'emozione di lasciarsi è ancora più forte di quella di trovarsi e scava profonda traccia. Arrivederci Nørager.

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