venerdì 30 giugno 2017

Impariamo giorno dopo giorno ad essere calmi, a non reagire prima di conoscere, ad assaporare lo scorrere delle ore e delle distanze.
Oggi sappiamo che partiremo quando saremo pronti per partire, che faremo le pause ogni volta che sentiremo la necessità di riprendere energia, che ci fermeremo per la sosta della notte in qualsiasi momento verremo invitati ad una dimora, che accetteremo aiuto tutte le volte che ci verrà offerto e che accoglieremo, come buon auspicio, di deviare il nostro percorso quando si presenterà un ostacolo o un proprietario terriero indisposto nei nostri confronti, perché la nuova via che ci troveremo a percorrere ci porterà anche oggi ad un incontro speciale.
Alla sera, quando siamo pronti con la cena e volgiamo al riposo,  guardiamo la mappa e scriviamo una traccia nella direzione in cui intendiamo camminare domani. Poi con le mappe satellitari scrutiamo le aree comprese fra il 13° e il 16° chilometro per individuare quelle architetture che assomigliano a fattorie. E così ci facciamo una idea di dove possiamo andare a bussare per il prossimo pernottamento. Questo è il nostro piano plausibile, perché camminare 15 chilometri in un giorno per noi è più che sufficiente. Il satellite però non ci dice se quei posti fotografati esistono ancora, se sono abitati oppure no e chi è che ci vive. Quindi il nostro piano in sostanza è virtuale, ma questo ci basta per indirizzare i nostri passi... il resto lo fanno Toni e AuroraAlba.
Con loro possiamo affrontare ogni giorno un nuovo cammino, certi di trovare entro sera un ospite pronto ad offrirci un lembo di prato dove poterci accampare, un rubinetto da cui prendere acqua e un'indicazione dove poter trovare un po' di fieno qualora lui non ne abbia in deposito. Questo è il nostro impegno quotidiano: portare Toni e AuroraAlba fra la gente e trovare un luogo adeguato dove possano riposare la notte e nutrirsi. Quando piove cerchiamo per loro anche una tettoia. Quando loro hanno avuto quello di cui hanno bisogno, per noi inizia un nuovo capitolo della giornata: l'incontro con il nostro ospite/i. Per questo continuiamo a portare con noi un giovane albero che lasciamo ad ogni nuovo ospite in cambio dell'ospitalità. Da qui, la drammaturgia dei nostri incontri si sviluppa in maniera sempre diversa e unica regalandoci sfumature e variazioni intorno ad una attitudine diffusa: aiutare il viandante che arriva in compagnia di un asino. Qualche giorno fa, Tom, un pedagogo settantaduenne in pensione, ci ha detto :"È speciale per me incontrare le persone che arrivano camminando perché io vorrei essere colui che arriva camminando. Però ora per me è troppo tardi.... ma è sempre stato tardi nella mia vita perché c'era sempre qualcosa che dovevo fare prima".

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